Dott. Piernicola Dimopoulos

Medico Chirurgo

Specialista in Ortopedia e Traumatologia

La rivoluzione della chirurgia protesica:
La chirurgia robotica

Con l’avvento e lo sviluppo delle tecnologie informatiche, la chirurgia protesica conosce una nuova epoca nella quale in sala operatoria, oltre alla figura umana compare un assistente mai presente fino ad ora: il computer. Una nuova «mente» e con esso il suo «braccio»: Il robot

Nasce così una dimensione nella quale l’uomo interagisce con la macchina unendo alla precisione dei dati la capacità di interpretarli secondo il criterio di una loro interpolazione all’interno di un sistema complesso come il corpo umano.
Sulla base di riferimenti anatomici propri del paziente, il computer elabora una strategia che propone e sviluppa insieme al chirurgo che passo dopo passo verifica la correttezza e l’applicabilità del progetto, con eventuali correzioni sulla base di un’esigenza di funzionamento globale dell’unità motoria, per il raggiungimento del quale è necessario, secondo le parole di John Insall, raggiungere «il migliore compromesso possibile»

Interazione tra chirurgo e robot: schermata del progetto di posizionamento dell’impianto
Cosa sta cambiando nella Chirurgia Protesica: Ci sono novità?

 


“La chirurgia, come tutte le branche della medicina, si evolve continuamente, talvolta senza rendercene conto; frequente è infatti il tornare sulla  letteratura o sulla propria produzione di qualche anno prima e scoprire con sorpresa quanto ci si sia evoluti, rendendo ormai obsoleti i concetti validi  solamente qualche anno prima. Tuttavia, è possibile rispondere alla domanda riferendoci ad un percorso iniziato anni fa che grazie alla rapidità delle  tecnologie informatiche sta acquisendo sempre più spazio nella pratica medica: mi riferisco alla Chirurgia Robotica, dove l’immagine del Robot non  deve far pensare ad una macchina antropomorfa che si sostituisce all’uomo nel gesto chirurgico lasciando il paziente in totale balìa dell’Automa, ma  piuttosto ad un supporto meccanico collegato ad un potente computer in grado di interpolare i dati derivati da esami strumentali (TAC, RMN,  Radiografie) con dati derivanti da rilevazioni intraoperatorie. Tutto questo avviene con la capacità di interagire col chirurgo per la realizzazione del  migliore “compromesso possibile”, quale è la chirurgica protesica. Direi, anzi, che i maggiori progressi degli ultimi anni sono consistiti proprio nella  maggiore “elasticità mentale” del robot grazie alla sua interazione col Chirurgo che ne verifica e se necessario corregge le proposte, lasciando fare,  peraltro con l’estrema precisione che la macchina garantisce, qualora si verificassero le migliori condizioni, ed intervenendo la dove queste non dovessero interpretare nel migliore dei modi il progetto chirurgico”.

Da quanto esiste questa procedura supportata dal Robot?

 


“Personalmente ho esperienza diretta dal 2006 di chirurgia protesica del ginocchio computer assistita, che già rispecchiava quanto appena affermato. Già da allora con tale procedura, pilotata da un braccio meccanico, grazie ad un “robot” veramente all’avanguardia, era possibile interagire con la macchina valutandone, interpretando ed eventualmente correggendo le proposte di progetto chirurgico, con un’ottimale “fluidità” dell’azione operatoria ed un risultato finale assolutamente soddisfacente.

Era veramente il futuro che entrava in sala operatoria in maniera non stereotipata, ma interattiva”.

Oggi, quali pazienti possono sottoporsi a questo tipo di intervento?

 

“Teoricamente tutti, ma è evidente che il valore aggiunto di un tale supporto, dell’avvento di un nuovo – Chirurgo -, emerge nei casi complessi caratterizzati da deformità, esiti traumatici o chirurgici che rendano particolarmente problematico il ripristino dei parametri anatomici e meccanici del ginocchio operato. Direi che al momento il ricorso alla chirurgia robotica possa ragionevolmente essere riservato prevalentemente a questi casi complessi”.

Quale è il percorso formativo che consente di servirsi di questa rivoluzionaria procedura chirurgica?

 

“Il percorso si svolge secondo i canoni dell’apprendistato in chirurgia protesica: la prima fase nasce dall’interesse, dal documentarsi, dallo studio e dalla frequentazione di corsi di formazione teorici e pratici. Segue la fase operativa, affiancati da colleghi già esperti per poi “mollare gli ormeggi” e proseguire da soli. Sono percorsi che richiedono un ulteriore sacrificio ed impegno per una chirurgia complessa che non può essere improvvisata dall’oggi al domani.
Io stesso, nonostante la prima esperienza di 15 anni fa, ho appena conseguito l’abilitazione all’utilizzo del robot per la chirurgia protesica del ginocchio appena acquisito dal gruppo presso il quale presto la mia opera chirurgica”.

Dott. Piernicola Dimopoulos
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